mercato residenziale a Roma
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Roma, mercato residenziale in crescita

Il mercato residenziale a Roma è in crescita, e lascia intuire segnali che permettono di parlare di prove generali di ripresa. I volumi di compravendite nella Capitale, infatti, fanno registrare un certo ottimismo, visto che il secondo trimestre del 2015 - da aprile a giugno - secondo i dati che sono stati resi noti dall'Agenzia delle Entrate si è chiuso all'ombra del Colosseo con un 5% in più di transazioni. Va detto, per altro, che la media è inferiore rispetto ad altre importanti città italiane, ma si tratta comunque di un indizio di un tentativo di risollevarsi. In particolare, la media di scambi che è stata riscontrata nelle otto città principali dello Stivale è stata del 7.7% in più, con punte importanti a Torino (16.3% in più), a Palermo (16.1% in più) e a Firenze (11.6% in più).

Per gli immobili a Roma, dunque, si possono scorgere degli spiragli di luce? Gli esperti ritengono che la ripartenza sia evidente, come testimoniato dal fatto che nelle ultime settimane è cresciuto il numero di richieste: un dato che si affianca all'aumento dei rogiti. Certo, un aiuto importante è quello che proviene dal mercato del credito, nel senso che, soprattutto negli ultimi mesi, le banche hanno deciso di favorire l'accensione di mutui sulla base di condizioni meno proibitive rispetto a quelle che venivano imposte negli anni passati. Ma anche la curva dei prezzi può essere considerata un fattore significativo per comprendere come, nella Città Eterna, la piazza immobiliare sia in una fase di rilancio.

Cosa aspettarsi dal futuro

Se è vero che il centro di Roma è una zona che fa storia a sé, quasi una nicchia indipendente rispetto al resto, si può comunque dire che qui non ci sono quasi più ribassi rispetto alle quotazioni delle case. Nel resto della città, invece, le quotazioni continuano a scendere qua e là, ma comunque in modo non preoccupante. Il fronte dei valori al metro quadro, con la prospettiva di un bilancio di fine anno, sarà ancora in negativo, ma gli addetti ai lavori non sono preoccupati e sono pressoché concordi nel ritenere che il 2016 possa diventare l'anno della stabilizzazione.

Anche i tempi di vendita, inoltre, segnalano la vicinanza del cambio di rotta, visto che i valori del primo semestre, dopo che a fine 2014 avevano superato gli otto mesi, sono tornati al di sotto degli otto mesi, tenendo conto del residenziale usato. In questo senso, meglio il centro e il semi-centro, con tempi più veloci rispetto alle altre zone della città.

Non tutto è oro quel che luccica, in ogni caso, perché per il momento non sembra diminuire la forbice di sconto che c'è tra il prezzo di chiusura e il prezzo di richiesta avanzato dai proprietari: se una decina di anni fa era pari al 10% circa, oggi le trattative si chiudono con uno sconto di circa il 16%. E, in più, dieci anni fa i tempi di vendita erano letteralmente dimezzati.

 


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