FONDERIA DI GHISA
FONDERIA DI GHISA

Tutti i pregi della ghisa

Per capire le ragioni per le quali la ghisa viene utilizzata in un gran numero di applicazioni, può essere utile identificare tutte le sue caratteristiche che ne rendono conveniente l'impiego. Non si può che iniziare dai bassi costi che caratterizzano la sua produzione, ma è opportuno mettere in evidenza anche la sua resistenza all'usura, la sua colabilità ottima e il fatto che possa essere lavorata con macchine utensili senza problemi. Non solo: la ghisa ha il pregio di favorire la creazione di forme anche complesse solo con la fusione. Come si può notare, si tratta di caratteristiche meccaniche più che apprezzabili, che vanno ad abbinarsi a una notevole facilità di formatura: ecco perché la ghisa viene usata ancora oggi in prodotti all'avanguardia dal punto di vista tecnologico, come - per esempio - i monoblocchi che formano i motori delle auto.

E non è tutto: la facilità della fusione che viene messa in pratica in una fonderia di ghisa fa sì che questa operazione sia definitiva, a meno che - ovviamente - non si desideri optare per lavorazioni finali. Proprio per questo motivo la ghisa è più vantaggiosa rispetto all'acciaio, per il quale sia le lavorazioni meccaniche a freddo che le fucinature a caldo sono onerose sotto il profilo energetico, ma anche gravose per tempistiche, magazzinaggi e riprese di lavorazioni.

Che cosa c'è in una fonderia di ghisa

Che cosa succede, quindi, in una fonderia di ghisa? Naturalmente la presenza e la disponibilità di macchinari varia da una realtà all'altra. Presso la Fondar, che ha sede in provincia di Ancona, si ha a che fare - per esempio - con un reparto fusorio che è munito di un forno elettrico a induzione di attesa di venti tonnellate, di due forni rotativi a ossicombustione da otto tonnellate con quattro tonnellate all'ora di potenzialità, di un impianto automatico di trattamento di sferoidizzazione a filo animato e di un forno di colatura automatico a induzione da tre tonnellate con perlitizzazione diretta sul flusso.

Vale la pena di segnalare, in conclusione, che non tutte le ghise sono uguali: una distinzione utile è quella tra la ghisa grigia e quella bianca. Quest'ultima è una varietà particolare che contiene al proprio interno solo cementite e non carbonio grafitico. Caratterizzata da un grado di durezza molto elevato, è argentea alla frattura ed è in grado di resistere sia alla corrosione che all'usura; nonostante ciò, non è lavorabile all'utensile, dal momento che è molto fragile, e può essere impiegata solo per fusione. Le differenze rispetto alla ghisa grigia hanno a che fare sia con il tempo di raffreddamento che con la composizione: quella grigia si ottiene in virtù di un raffreddamento più lento e, in più, contiene grafite e perlite, per quanto in dosi variabili. Di conseguenza, si rivela sia più lavorabile che più tenace. La ghisa bianca, invece, deriva da un raffreddamento molto veloce.


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