Investigatore privato
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Investigatore privato risolve separazione a favore del cliente

La Corte di Cassazione ha ammesso le prove presentate da un uomo nella causa di separazione contro l'ex moglie. L'uomo aveva assoldato un investigatore privato per verificare se la moglie lo tradisse. L'investigatore aveva poi prodotto prove fotografiche che dimostravano l'infedeltà coniugale, precludendo così alla donna la possibilità di un assegno di mantenimento.

Le prove erano state presentate nell'udienza di primo grado ed erano state accettate dal giudice incaricato. L'ex moglie si era così rivolta alla Corte di Appello, ribadendo i problemi coniugali prima della presunta infedeltà e che l'investigatore privato aveva deliberatamente travisato quello che aveva visto.

La questione è finita in Cassazione, quando la Corte stabilisce la bontà del lavoro fatto dall'investigatore privato, negando così alla donna qualsiasi possibilità di mantenimento economico.

Nel caso specifico, l'ex moglie non è riuscita a dimostrare l'esistenza di problemi nella coppia prima del lavoro dell'investigatore privato e le foto sono state ritenute inequivocabili dal giudice del terzo grado di giudizio.

A far pendere l'ago della bilancia verso la signora sono stati anche i tabulati telefonici dell'investigatore privato presentati agli atti: dalle conversazioni sarebbero emersi dati inequivocabili, che hanno vanificato di fatto il ricorso in Cassazione. L'assenza di un contradditorio non è bastata per far cambiare idea a chi di dovere, che ha chiuso la questione sui termini della separazione.

Il lavoro dell'investigatore privato è stato quindi fondamentale per il cliente, che ha potuto scoprire segreti inconfessabili e ha potuto motivare la sua separazione attraverso le indagini dell'investigatore privato. Il giudice ha stabilito che, così come un datore di lavoro può assoldare un investigatore privato per verificare la negligenza di alcuni dipendenti, così l'uomo aveva tutto il diritto di sapere cosa accadeva nella sua famiglia.

D'altra parte, la richiesta di separazione era partita proprio dalla donna, che aveva richiesto in prima istanza l'assegno di mantenimento. L'uomo si era così rivolto all'investigatore privato, quanto meno per saperne di più su cosa stava accadendo. La pratica si è ormai conclusa in Cassazione, ma spesso le lungaggini giudiziarie possono essere evitate se si presentano dati concreti.

Il compito dell'investigatore privato diventa quindi trovare elementi utili che risolvano il caso senza violare i diritti del soggetto su cui indaga.


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