traumi pallavolo
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I traumi più frequenti nella pallavolo

 

Gli infortuni, leggeri ma anche più seri, sono molto frequenti nella pallavolo; bisogna però fare un'importante considerazione: il trauma più pesante che si rischia di correre giocando a volley è la distorsione della caviglia che può verificarsi ad esempio quando dopo un salto si cade accidentalmente sul piede di un avversario o su quello di un compagno. Per quanto riguarda le altre tipologie di traumi si tratta perlopiù di incidenti da sovraccarico determinati da anni ed anni di movimenti ripetuti che finiscono per generare problemi di vario tipo alle caviglie, alle spalle, alle ginocchia e alle colonna vertebrale. Per questo motivo coloro che giocano frequentemente a pallavolo dovrebbero preservare la loro schiena e le articolazioni. Secondo Roberto Vannicelli, direttore dei servizi sanitari per i Campionati Mondiali della Pallavolo Maschile di Roma 2010, i giovani, in teoria, non dovrebbero fare attività che, come la pallavolo, li costringono ad effettuare continuamente salti; per questo motivo i preparatori atletici non dovrebbero far saltare troppo i giocatori più giovani sopratutto se gli allenamenti si svolgono su campi di cemento o su terreni non adatti. Durante l'adolescenza, infatti, muscoli non sono ancora pronti per sopportare troppe sollecitazioni in quanto sono ancora in fase di sviluppo.

Per fortuna a differenza di altri sport, come il calcio ad esempio, nelle palestre e nelle scuole di pallavolo attualmente si presta molta attenzione alla prevenzione e gli esercizi preparatori sono oramai molto diffusi anche nelle squadre giovanili. Inoltre un altro fattore a cui bisogna prestare attenzione sono le attrezzature: in questo senso le scarpe rivestono un ruolo fondamentale, in particolare bisogna distinguere tra le calzature per donna e uomo. Su sportuno.it trovate una vasta gamma di prodotti nelle sezioni “scarpe volley donna” e “scarpe volley uomo”.

Infine non bisogna dimenticare che anche la salute psicologica è importante e quindi sopratutto nel caso delle giovanili gli allenatori dovrebbero saper stimolare e motivare anche i giocatori meno capaci.

 

 

 

 


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