Cartomanti
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Cartomanti si nasce e non si diventa

Quando si decide di andare da un cartomante ci deve essere la consapevolezza di sapere cosa si sta per fare. Rivolgersi alla cartomanzia per curiosità non darà i frutti sperati, anzi, servirà solo a confondere le idee con il risultato che si prenda in cattiva considerazione un’arte divinatoria antica come il mondo, perché i risultati saranno elevatamente inattendibili.

La cartomanzia affonda le sue radici nell’antico Egitto, nel medioevo e nel rinascimento e non è una pratica occulta volta a ‘spillare soldi’ alle persone come alcuni vogliono far credere. Indubbiamente c’è gente che ci guadagna e di cartomanzia, in effetti, non sa nulla. Ma esiste qualche ramo lavorativo dove non c’è truffa? Lo sanno anche i bambini che la truffa è dietro l’angolo! Il web è pieno di siti truffaldini, troviamo chi abusa in questo senso anche dal fruttivendolo sotto casa, non è una novità e bisogna sempre tenere gli occhi aperti.

Cartomanti si nasce non si diventa e questo è un dato di fatto ma non nel senso di saper interpretare i tarocchi o le sibille perché questa è una cosa che potrebbe venire anche in un secondo momento. La cartomanzia ha come base principale la preveggenza e la sensitività perché il VERO cartomante è prima di tutto un sensitivo. Ognuno di noi ha una certa dose di sensitività che però non sfrutta ma alcuni hanno una sensitività talmente sviluppata, da saper prevedere gli avvenimenti, a volta loro malgrado.

Ma che significa tutto ciò?

Significa che chi fa il cartomante conosce il pensiero del consultante e ciò che sta per accadergli nei prossimi sei mesi, ancor prima di manipolare quel mazzo di 78 carte. Basta scrutare il suo sguardo ed immediatamente sarà in grado di approcciare con la sua mente. E’ una sorta di equilibrio che si crea tra i due, una specie di sintonia che è la prima cosa che deve esistere nella cartomanzia.

Le carte sono importantissime anche perché ognuna di loro ha un significato diverso a seconda se si presentano diritte o capovolte ma servono soltanto a rafforzare le idee di colui o lei che le sta interpretando. Ci sono due tipi di operatori dell’occulto ossia, i cartomanti ai quali quest’arte è stata tramandata e quelli che si sono accorti di avere il dono della preveggenza in un secondo momento e l’hanno messa a disposizione del pubblico. Nel primo caso queste persone hanno il beneficio di prevedere gli avvenimenti da tempo immemorabile perché è una virtù di famiglia, come una sorta di tradizione che è andata avanti con gli anni. Nel secondo caso invece, la preveggenza è arrivata in un secondo momento e spesso, dopo un episodio doloroso che ha colpito la vita di chi oggi fa il cartomante.


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