impianti fotovoltaici
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Prospettive di sviluppo del fotovoltaico.

Sotto lo sforzo continuo di una ricerca a livello mondiale, la tecnologia fotovoltaica è in piena evoluzione e ragionevole è la fiducia che tale sforzo si traduca in progressi concreti.
Non di meno, nuocciono alla credibilità del fotovoltaico certi ottimismi superficiali dettati da entusiasmi e spinte emotive.

In effetti, sulle prospettive di sviluppo delle celle solari sono stati diffusi dei miti che è bene dissipare. Per es. si è detto che alcuni dispositivi a base di silicio cristallino, come le calcolatrici a mano, hanno subito una diminuzione di prezzo nel rapporto da cento a uno negli ultimi l0 anni e che pertanto un progresso analogo renderà le celle al silicio cristallino competitive entro pochi anni.
Va tuttavia chiarito che le riduzioni di costo degli articoli dell'industria elettronica sono quasi esclusivamente il risultato di progressi nella tecnologia di produzione, in quanto la maggior parte del costo dei circuiti a base di silicio cristallino è dovuta ai tempi di mano d'opera, più che al costo del silicio cristallino, che è presente in quantità piccolissime.

Sfortunatamente, né l'altissima «densità» (cioè la concentrazione dei componenti in un volume minimo) realizzata dagli attuali dispositivi elettronici, né gli ulteriori progressi di detta densità, prevedibili con l'impiego di tecnologie di subminiaturizzazione, saranno di giovamento per risolvere il problema del costo delle celle solari. Questo, semplicemente perché l'energia solare che arriva sulla Terra è assai diluita (la potenza massima essendo 1 kW 1m2). Per raccogliere energia sufficiente ad alleviare il problema energetico, occorrono impianti di grande superficie, la cui « densità» è bassa.

Sebbene la concentrazione della luce solare sia tecnicamente possibile e riduca il costo globale dell'energia elettrica prodotta, il costo minimo previsto per i sistemi di concentrazione ad inseguimento attualmente è ancora maggiore di quello competitivo. Per di più, se si usa la concentrazione, si perde la componente diffusa della luce solare, che rappresenta circa il 50 del flusso solare in arrivo.

Un altro mito è quello della riduzione di costo degli impianti fotovoltaici a Torino conseguente allo sviluppo delle tecnologie di produzione di massa, come avviene in ogni nuovo settore produttivo. In base a tale congettura è stato preconizzato che il costo delle celle solari di silicio cristallino raggiungerà livelli competitivi entro 4 anni. Tuttavia, questo ragionamento non tiene conto del fatto che le giunzioni nelle celle al silicio sono da anni fabbricate in massa per l'industria elettronica e perciò rimane poco margine per il progresso. (Ma questa contestazione, valida per le celle al silicio cristallino, non lo è per alcuni altri tipi di celle oggi in corso di sviluppo).

Infine, taluno sostiene che, poiché nella economia del fotovoltaico un parametro importante è il costo del watt installato, lo sviluppo dovrebbe puntare sull'impiego di semiconduttori ultra economici (films sottili, polimeri, etc.). Ma questa soluzione è illusoria poiché le celle a buon mercato presentano bassi rendimenti di conversione e perciò a parità di energia elettrica generata, impegnano maggior superficie di territorio, che costa caro nella maggior parte delle aree metropolitane e residenziali.

Le suddette considerazioni critiche (che è bene non ignorare in una analisi che vuole essere costruttiva, perciò obiettiva), porterebbe apparentemente a ritenere praticamente impossibile il sorgere di un mercato fotovoltaico.
Sta di fatto, però, che tale mercato già esiste (utenze isolate, pompaggio acqua, ponti radio, protezione catodica, ... ) ed è molto interessante per l'industria perché è un mercato reale e non assistito. Tuttavia, per ora, non è ancora un mercato energetico. Vale a dire che la tecnologia fotovoltaica, mentre è già oggi matura per numerose applicazioni, non lo è ancora per apportare un contributo di qualche rilevanza al soddisfacimento della domanda globale di energia del Paese.

Dalle esperienze raccolte in questi ultimi anni appare chiaro come l'errore di fondo compiuto negli anni '70 e ‘80 sia stato quello di puntare subito ad un mercato energetico interno ai Paesi industrializzati, mercato non prevedibile nel breve termine.
 
Diversa è la situazione dei Paesi in via di sviluppo, dove già esiste un mercato energetico.
Nella maggior parte di quei Paesi, il problema fondamentale è quello degli alimenti, prima ancora di quello dell'energia. Una produzione sufficiente di alimenti richiede un aumento della produttività del sistema agricolo, che a sua volta comporta un incremento dei consumi energetici in agricoltura. L'agricoltura di quei Paesi è di tipo estensivo, presenta consumi energetici bassi; questa caratteristica rende tali Paesi molto interessanti per le applicazioni e lo sviluppo del fotovoltaico.


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